Master internazionale in design

Stà per uscire il bando di amissione al nuovo

Master internazionale in design per la cooperazione e lo sviluppo sostenibile

1. Impostazione ed obiettivi

Tutte le ipotesi di sviluppo sostenibile, fino ad ora formulate, mettono in evidenza l’esigenza di agire in un contesto globale per trasformare le attuali dinamiche nella relazione “materie prime–processi produttivi–consumo“.

Questa esigenza primaria determina il superamento di molte impostazioni dell’approccio che tradizionalmente ha caratterizzato le relazioni internazionali  tra paesi “sviluppati” e paesi in “via di sviluppo”.

La globalizzazione rende ormai sempre più inefficiente ogni tentativo di isolare sviluppo e sottosviluppo, sud e nord del mondo, dimostrando come i problemi sono sempre più interdipendenti e complementari.

Una interdipendenza che se analizzata nella relazione “materie prime–processi produttivi–consumo“, può essere letta come “sfruttamento delle risorse, delocalizzazione dei processi produttivi ed estensione dei mercati”.

Il passaggio da “aiuti” a “paternariato”, nei programmi internazionali  per il sud del mondo, deve essere interpretato anche come presa d’atto che gli interventi  in questi paesi non sono solo necessari per migliorare le loro condizioni di vita ma anche per permettere di mantenere un corretto  “livello di vita” nei paesi del nord.

Per contrastare gli effetti negativi della globalizazzione è necessario intervenire con programmi di riequilibrio  territoriale sviluppando congiuntamente riduzione (nel nord) e crescita (nel sud).

Tutto ciò comporta necessariamente una rimessa in discussione delle pratiche della cooperazione internazionale.

Il superamento del concetto stesso di “aiuti”  con la conseguente necessità di individuare le forme più opportune per costruire “progetti in comune” tra saperi, e popolazioni, che risiedono in contesti territoriali e culturali diversi.

Il tutto considerando che anche i Sud hanno tanto da insegnare – particolari savoir faires, attenzione per i beni comuni, persistenza della logica dello scambio e del dono, contributo a livello di decolonizzazione del nostro immaginario.

Per quanto riguarda le specificità di chi opera nel campo del design tutto ciò comporta la necessità di affrontare implicazioni inedite, e nuove esigenze di conoscenza, soprattutto per quanto riguarda la capacità di avviare programmi di innovazione dei processi produttivi.

Nei paesi del sud del mondo si pone l’esigenza di individuare forme più avanzate di relazione tra le potenzialità delle tecniche e dei materiali locali, presenti nella cultura artigianale, e la capacità innovativa della cultura industriale.

Non si tratta tanto, o solo, di trasferire dei saperi, quanto di ricercare, negli interstizi tra tecniche e culture diverse, gli stimoli per disegnare nuovi processi produttivi e prodotti più coerenti con le scelte strategiche.

Negli interstizi produttivi tra l’artigianato e l’industria, è possibile introdurre degli elementi di innovazione di processo, e di prodotto, che permettono di riaggiornare categorie operative come: standardizzazione e uniformità, assemblaggio, intercambiabilità, manutenzione e riparazione delle componiti.

Tutte da definire, ma sicuramente praticabili, inoltre, le sinergie tra aziende del Nord e del Sud anche alla luce del crescente interesse del mercato per prodotti “meticciati”, “Geo-design”.

Il programma del Master Internazionale per la cooperazione e lo sviluppo sostenibile si muove in questa direzione, cercando di verificare se la riproposizione di tecniche e lavorazioni artigianali, ormai scomparse e desuete in molte aree industrializzate ma presenti in particolari aree del sud del mondo, possa stimolare una nuova estetica legata alla produzione sostenibile.

Il Master ha l’obiettivo di migliorare la formazione di chi intende operare nel campo della cooperazione internazionale cercando di adeguarla a queste nuove esigenze di conoscenza.

In particolare le attività si concentreranno su due particolari aspetti dell’innovazione dei processi produttivi tra artigianato ed industria:

1. Standardizzazione industriale e sviluppo delle componenti artigianali

Individuazione di componenti industriali assemblabili con componenti prodotte artigianalmente per migliorare, ed estendere, le potenzialità produttive artigianali.

2. Tecniche produttive industriali e utilizzazione dei materiali locali per la realizzazione di prodotti 100% naturali.

Sperimentazione delle tecniche più idonee per consentire la realizzazione di prodotti, o componenti di prodotti, in materiali naturali.

3. Accrescimento della qualità del prodotto intervendo sulla continuità di produzione, sul miglioramento ambientale della stessa, attraverso una valorizzazione dei suoi punti di forza (capacità manuali, diversificazione …).

4. Miglioramento della qualità formale dei prodotti senza perdere la continuità con la tradizione locale ma aggiornandola in continuità al fine di renderla maggiormente adatta a mercati internazionali.

profili funzionali e sbocchi occupazionali nel settore professionale di riferimento:

Il Master Internazionale per la cooperazione e lo sviluppo sostenibile ha l’obiettivo di formare esperti di progettazione (design) in cooperazione internazionale e consulenti per programmi di aiuti in paesi del sud del mondo, capaci di inserirsi nelle dinamiche produttive di questi paesi riuscendo a valorizzare sia le tecniche artigianali locali che i materiali naturali presenti nelle diverse aree di intervento. Particolare attenzione verrà data alla formazione necessaria per operare nel campo dell’ innovazione dei processi produttivi per poter intervenire in programmi di industrializzazione e sviluppo sostenibile. L’attenzione sarà rivolta in genere verso i prodotti dell’”abitare”, nella sua accezione più ampia (non solo design, ma anche innovazione delle tecnologie e processi costruttivi), con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra i livelli di intervento.

progetto di massima dell’organizzazione

La didattica sarà caratterizzata da un approccio multidisciplinare come richiesto dalla complessità della tematica.

In particolare, oltre alle discipline del progetto, saranno fornite nozioni relative allo sviluppo locale, alle economie informali ed al rapporto tra queste e quelle formali, all’antropologia, alle tendenze di mercato (consumo critico), alle tecnologie (in relazione agli specifici settori di intervento), all’organizzazione della produzione.

Le attività del Master si articolano in quattro moduli didattici con corsi intensivi integrati (atelier e seminari) di un mese l’uno organizzati in paesi che verranno individuati nella programmazione annuale del master per permettere agli studenti lo studio delle specificità, tecnico-produttive e culturali, dei diversi contesti internazionali.

L’organizzazione dei primi tre moduli dei corsi intensivi sarà finalizzata, oltre all’acquisizione di specifiche tecniche produttive, alla sperimentazione dei materiali naturali presenti nei contesti territoriali di studio.

Il quarto modulo sarà invece funzionale alla realizzazione delle tesi individuali e sarà tenuto presso le sedi delle università che partecipano al programma del master.

Nel primo anno di attivazione dl master è prevista l’attivazione dei seguenti moduli didattici:

Tabella 1- moduli del master

Modulo 1            (gennaio-febbraio) Africa, Rwanda

Modulo 2            (giugno- luglio)  Marocco e/o Israele

Modulo 3            (settembre-ottobre) Italia

Modulo 4            (novembre-dicembre)  Europa e/o Africa a scelta dello studente e funzionale alla  tesi

Durante tutto il periodo del master sarà in funzione un gruppo di lavoro (tutoraggio e ricerca) che seguirà le attività dei singoli studenti.

Alla fine di ogni modulo  verranno svolte delle verifiche intermedie di apprendimento mentre la prova finale consisterà in una ricerca-progetto individuale.

durata: annuale

numero di ore previste: 1500

per le attività didattiche organizzate: 385

sede / sedi di svolgimento dell’attività didattica:

MODULO 1   Rwanda, Kigali Institute of Sciente and Technology e/o Centre San Marco di Kanombe

MODULO 2    (Israele e/o Marocco, da definire)

MODULO 3    (Europa, da definire)

MODULO 4  nelle rispettive sedi delle università consociate

numero massimo di

posti disponibili: 24, di cui 12 riservati a studenti residenti in Africa.

Qualora alcuni dei 12 posti riservati non siano coperti potranno essere assegnati  a studenti non residenti in Africa

numero minimo di iscritti

per attivare il corso: 12 iscritti che pagano la tassa intera

modalità di ammissione: concorso per titoli e portfolio

titoli di studio richiesti: laurea triennale in architettura, disegno industriale o moda  conoscenza della lingua inglese

numero massimo di posti disponibili per studenti iscritti alle attività formative singole (workshop):  totale 36 (= 6 per ogni workshop)

per l’accesso ai singoli workshop: laurea triennale in disegno industriale, moda o architettura

o

iscritti al terzo anno di corso di una laurea triennale in   disegno  industriale, moda o architettura che abbiano già  acquisito 120 crediti formativi e intendano sviluppare la tesi di laurea su una delle tematiche affrontate nel master

PER ULTERIORI INFORMAZIONI  atelierwanda@gmail.com

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